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A Pordenone e Vicenza ci pensa la Caritas

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Pubblicato il 20 dicembre, 2006

Il nostro viaggio attraverso l'Italia della finanza etica prosegue e fa tappa a Pordenone dove, in tema di microcredito, è molto attiva la Caritas diocesana: attraverso l'Associazione Nuovi Vicini Onlus, (il braccio operativo della Caritas) nel 2003 è stato avviato Compro Casa, un progetto che si propone di anticipare il versamento del deposito cauzionale a persone in difficoltà che hanno bisogno di stipulare un contratto di locazione.

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Grazie ad un fondo di rotazione di 84.746 euro, finanziato dalla Regione Friuli Venia Giulia e cofinanziato dalla Caritas stessa, è stato possibile erogare credito per un importo complessivo di oltre 180 mila euro. "Il fondo si articola in due parti", spiega Andrea Barachino di Nuovi Vicini, l'associazione che valuta le singole richieste ed accompagna chi si rivolge alla Caritas nelle diverse fasi di erogazione del prestito: "una destinata ad immigrati con contratto a tempo determinato di medio-lungo termine o indeterminato, l'altra a lavoratori precari".

Il fondo per i precari, finanziato nel 2005, è di 77.000 euro, che si sono aggiunti al fondo di rotazione iniziale. Peculiarità assoluta del progetto, è il tasso di interesse, che è pari a zero: "non viene applicato alcun interesse sulle somme prestate", spiega Barachino.

Come funziona il fondo di rotazione? Considerando un semplice esempio intuitivo, potremmo dire che con una somma di 10.000 euro si possono finanziare solo 10 prestiti da 1.000 euro. La risposta sembra ovvia, ma non è esatta: se ipotizziamo un piano di restituzione in 10 rate, infatti, già alla prima scadenza i dieci beneficiari avranno restituito 100 euro ciascuno, per un totale di 1.000 euro, che equivalgono alla possibilità di effettuare l'undicesimo prestito: e così, man mano che i prestiti rientrano, il numero delle erogazioni è destinato a crescere, senza alcun bisogno di incrementare il budget iniziale.

Con la stessa logica la Caritas di Pordenone sta mettendo in piedi "Small Economy", un nuovo progetto di Microcredito gestito dalla Nuovi Vicini Onlus per conto del Comune di Pordenone, grazie a fondi della Regione. Per ora il progetto è partito con l'erogazione di 4.000 euro che hanno permesso di monitorare 6-7 casi pilota, in vista dell'eventuale Costituzione di un fondo rotativo dedicato.

"L'idea, comunque", precisa Barachino, "è, per il momento, quella di realizzare un servizio di accompagnamento, consulenza, tutoraggio a favore di persone in difficoltà che, ad esempio, provengono da situazioni debitorie pregresse molto pesanti: il nostro obiettivo è quello di educarle ad una più accorta gestione finanziaria; la piattaforma economica del progetto è ancora in fase di valutazione".

Anche il progetto voluto dalla Caritas di Vicenza sta facendo parlare (bene) di sé: nei sette sportelli per il microcredito dedicati all'iniziativa dal mese e nel quale lavorano 51 operatori volontari, dal mese di gennaio a fine settembre sono stati effettuati ben 250 colloqui, "segno del diffondersi di un disagio economico diffuso da parte di persone che non sospettavamo potessero rivolgersi alla Caritas", racconta Paolo Frison, che è il coordinatore del progetto.

Di questi incontri preliminari, circa 75 hanno poi portato all'erogazione di un prestito, per un importo complessivo che si aggira attorno ai 120-130 mila euro. Il Fondo di garanzia, che oscilla tra i 160 e i 180 mila euro, è messo a disposizione per circa la metà dalla Caritas Diocesana, dalla Caritas Italiana e dalla Diocesi di Vicenza; ad un'altra metà circa contribuiscono le undici banche di credito cooperativo che operano nella provincia di Vicenza, mentre i restanti 20 mila euro sono messi a disposizione da una decina di comuni della provincia.

"Il nostro obiettivo, oltre a quello prettamente economico, è quello di accompagnare la persona in difficoltà attraverso un percorso di ascolto che la porti alla riscoperta della fiducia in se stessa, e al rispetto della propria dignità", spiega Frison, coordinatore del progetto. I micro-prestiti raggiungono un importo massimo di tre mila euro, per un tasso del 3%, e nella maggior parte dei casi sono serviti per aiutare persone in difficoltà che erano rimaste indietro con il pagamento delle bollette o dell'affitto.

È il caso della signora Anna, tre figli sulle spalle dopo che, una volta abbandonata dal marito e ottenuto il divorzio, non si è vista corrispondere, per i primi mesi, l'assegno di mantenimento. Una situazione divenuta ancora più complicata quando Anna, che aveva un contratto a tempo determinato, non ha ottenuto il rinnovo, ha ricevuto lo sfratto e si è vista costretta a cercare un'altra abitazione. "è allora che siamo intervenuti anticipando alla signora Anna la cauzione per il nuovo contratto di locazione", racconta Frison.

Altre persone, invece, hanno chiesto aiuto per saldare debiti precedentemente contratti. "Ma in questo caso", spiega il coordinatore del progetto, "anche noi dobbiamo rivolgerci ad altre realtà "specializzate", come le fondazioni antiusura, perché le risorse necessarie eccedono il budget che mettiamo a disposizione per un singolo prestito".

Restiamo nel Veneto e andiamo a vedere cosa succede alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: qui, ad aprile, è partito il "Progetto Microcredito" realizzato in collaborazione con la Cassa di Risparmio omonima e le Caritas diocesane di Padova e Adria-Rovigo, grazie al fondo di garanzia di 200 mila euro messo a disposizione dalla Fondazione.

Dal mese di giugno a fine ottobre, nella sola Caritas di Padova sono avvenuti 33 colloqui che in sei casi hanno portato all'erogazione del prestito, per un totale di 15.500 euro. Il tasso applicato è pari all'Eurirs più uno spread di mezzo punto percentuale e i tempi per la restituzione del prestito vanno da un minimo di 12 ad un massimo di 60 mesi, ma è previsto anche un periodo di pre-ammortamento di tre mesi.

A beneficiare dei finanziamenti, che vanno da un minimo di 1.000 ad un massimo di 5.000 euro per le persone fisiche (€ 10.000 in caso di nuove società di persone o cooperative sociali costituite dai beneficiari per l'avvio di nuove attività economiche), sono persone che, a causa di un evento improvviso, si sono trovate in una situazione di difficoltà temporanea e sono rimaste indietro con il pagamento dell'affitto o delle bollette.

Ma c'è anche chi ha chiesto un prestito per acquistare il motorino necessario per recarsi al lavoro; o lo studente che ha ricevuto un finanziamento per pagare le tasse universitarie. Le persone che vogliono chiedere il micro-prestito, si rivolgono alla Caritas che, attraverso i suoi operatori, effettua una prima istruttoria. La pratica passa quindi nelle mani di una commissione di valutazione che comprende tutti gli operatori ed il direttore della Caritas.

Se viene dato l'ok, la domanda viene inoltrata alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che prende la decisione definitiva in merito all'erogazione del credito. E i tempi per ottenere il credito? Dipende, spiega un operatore, dalla quantità di pratiche che la Caritas deve "smaltire" in un dato momento; nella migliore delle ipotesi si tratta di due-tre settimane.


INDICE COMPLETO DEGLI ARTICOLI
La finanza "buona" che rende tutti più ricchi
Piccoli prestiti con un significato grande
Firenze capitale italiana del microcredito
A Pordenone e Vicenza ci pensa la Caritas
Il Comune in prima linea
Anche le Fondazioni sono protagoniste
Chi lo riceve da nord a sud (del mondo)
I protagonisti: c'è anche la banca commerciale
Banche, Fondazioni, amministrazioni locali: l'unione fa la forza
Come fare microcredito guadagnandoci
Il Microcredito cresce. Ma si può fare di più
Progetto Come. Microcredito solo agli extracomunitari
Senapa: anche al Sud partono i primi progetti

SCHEDE
Cos'è il microcredito. I numeri
Le Mag: pioniere del microcredito in Italia
Il microcredito e le donne
Banca Etica: in un anno 1500 progetti di microcredito
Le società di investimento: l'esperienza di Cresud spacer

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