Si chiama Mutua Fide Bank, ma, tecnicamente, non è una banca. Mette insieme tecnologia e solidarietà, e si propone come uno strumento di microcredito a favore dei Paesi in via di sviluppo. L'idea è simile a quella dei fondatori di Kiva.org (leggi): fare in modo che singoli individui, nei Paesi industrializzati, possano finanziare piccoli imprenditori dei Paesi in via di sviluppo, utilizzando internet. Ma in questo caso, il meccanismo è differente: perché chi devolve un contributo, anche minimo (100 euro o multipli), non rientra in possesso del capitale.
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Come si diventa "fondatori" della Mutua Fide Bank? Attraverso il sito web dell'organizzazione, si sceglie il Paese e il progetto da finanziare, si stabilisce l'importo della donazione e si viene iscritti nel Libro dei Fondatori. I fondi vengono raccolti da un'istituzione donataria, scelta dal fondatore/donatore tra quelle che si sono "accreditate" presso la Mutua fide Bank: si tratta di organizzazioni ed associazioni no profit occidentali che operano nel mondo del volontariato o della solidarietà e che devolvono integralmente i fondi versati a favore delle istituzioni di microfinanza locale (in genere, piccole banche di credito cooperativo) operanti nei Paesi in via di sviluppo; le quali, a loro volta, erogano materialmente il microcredito a favore dei beneficiari finali: piccole imprese familiari, persone "non-bancabili", cioè escluse dall'accesso al credito, che intendono avviare una piccola attività imprenditoriale finalizzata al proprio sostentamento e alla creazione di una rete economica nel Paese in Via di Sviluppo.
"La Mutua Fide Bank è destinata a diventare la vera Banca di Microcredito Mondiale. Il nostro obiettivo - ha raccontato ad Ofe-Osservatorio finanza etica Tullio Chiminazzo, ideatore del progetto e fondatore del Movimento Mondiale delle scuole di Etica ed Economia, che, con le sue 50 rappresentanze in tutto il mondo, è attivo da oltre vent'anni nella promozione di progetti di sviluppo nel Sud del Mondo - è quello di inserire un antivirus nel sistema bancario mondiale affinché sia possibile creare un moltiplicatore di sviluppo nei Paesi poveri".
Ofe: Dott. Chiminazzo, ci faccia capire: quello della Mutua Fide Bank è microcredito o erogazione a fondo perduto?
Chiminazzo: Microcredito, senza dubbio.
Ofe: Eppure si tratta di semplici donazioni...il capitale non viene restituito ai fondatori/donatori.
Chiminazzo: Questo è vero.
Ofe: Ma allora, che c'entra la Mutua Fide Bank con il microcredito?
Chiminazzo: Il fatto è che la donazione viene effettuata a favore di piccole istituzioni di microfinanza locale...
Ofe: Quindi?
Chiminazzo: Ma queste, a loro volta, utilizzano i fondi raccolti per erogare micro-crediti a favore di persone non bancabili. Le somme prestate devono essere restituite...
Ofe: Ma non al fondatore/donatore, bensì alla piccola banca locale che eroga il finanziamento.
Chiminazzo. Esattamente. L'aspetto rivoluzionario della Mutua Fide Bank è proprio in questa idea...
Ofe: Quale?
Chiminazzo: Le piccole istituzioni di microfinanza locale che ricevono la donazione, erogano micro-crediti a fronte di un tasso di interesse che, tuttavia, serve a coprire le spese di gestione legate all'attività di microcredito, e non a remunerare il capitale messo a prestito.
Ofe: E quel capitale, poi, che fine fa?
Chiminazzo: Resta nel Paese in via di sviluppo e va ad alimentare un fondo rotativo a cui la piccola banca di credito cooperativo attingerà per successivi finanziamenti.
Ofe: Questo permette di moltiplicare le risorse destinate al microcredito...
Chiminazzo: E soprattutto taglia il cordone ombelicale attraverso cui l'Occidente nutre i Paesi poveri, senza renderli capaci di diventare motori del proprio sviluppo.
Ofe: I soldi, insomma, restano dove ce n'è bisogno...
Chiminazzo: Proprio così: il Modello della Grameen Bank di Yunus, fondato sulla restituzione del credito da parte del beneficiario finale, viene mantenuto; al tempo stesso, si fa in modo che i Paesi Poveri possano ricevere denaro da investire in progetti di sviluppo, ma senza doverlo restituire ai Paesi industrializzati.
Ofe: In questo modo, però, il fondatore/donatore sa che non gli verrà restituito il capitale. Questo non rischia di limitare le risorse che saranno destinate alla Mutua Fide Bank?
Chiminazzo: Tutt'altro. Io credo che possa rappresentare un incentivo a donare di più.
Ofe: Cosa glie lo fa credere?
Chiminazzo: Vede, la Mutua Fide Bank rappresenta, per ogni individuo, la possibilità di contribuire direttamente allo sviluppo economico nei Paesi Poveri: il fondatore/donatore potrà scegliere non solo l'organizzazione donataria, ma anche l'istituzione di microfinanza locale e perfino il singolo progetto che intende finanziare. In definitiva, chi decide di aderire a questa iniziativa lo fa perché vuole contribuire, nel suo piccolo, a modificare il sistema finanziario mondiale.
Ofe: In base a quali criteri il fondatore/donatore può scegliere quale progetto finanziare?
Chiminazzo: Entro fine anno sarà disponibile online una scheda di sintesi, con l'indicazione della percentuale di insolvenza registrata in ciascun Paese e in ciascuna istituzione di microfinanza locale.
Ofe: E per quanto riguarda le istituzioni donatarie?
Chiminazzo: L'idea è che il fondatore/donatore si debba rivolgere preferibilmente ad un'isitituzione donataria che conosce bene e che opera nel territorio in cui vive: non è concepibile che un fondatore/donatore che risiede a New York debba rivolgersi ad un'istituzione donataria che opera a Bassano del Grappa...
Ofe: Ma come si fa a sapere se queste istituzioni donatarie utilizzeranno effettivamente il denaro raccolto per gli scopi stabiliti?
Chiminazzo: Dovranno rendere disponibile sul sito della Mutua Fide Bank, la ricevuta dell'erogazione dei fondi a favore dell'istituzione di microfinanza locale operante in loco. La trasparenza è una condizione necessarie per evitare che i soldi si perdano per strada...
Ofe: Quali sono, per il momento, le organizzazioni donatarie accreditate presso la Mutua Fide Bank?
Chiminazzo: Si tratta, per adesso , di tre organizzazioni: la fondazione "etica ed economia" di Bassano del Grappa, l'Associazione "Etica ed Economia" di Assisi e la Fondazione "Etica ed Economia" di Roma.
Ofe: Sono tutte organizzazioni affiliate al Movimento Mondiale delle scuole di Etica ed Economia, di cui Lei è il fondatore...
Chiminazzo: Ma è solo perché siamo nella fase iniziale; noi siamo aperti a qualsiasi associazione o organizzazione no profit che voglia partecipare al progetto. Mi lasci, però dire una cosa...
Ofe: Dica pure.
Chiminazzo: Le risorse raccolte da queste organizzazioni donatarie vengono integralmente dirottate a favore dei progetti di sviluppo selezionati. Neppure un euro viene perso per strada.
Ofe: Quali progetti sono stati finanziati, per il momento?
Chiminazzo: L'unica realtà finanziata, per il momento, è il Villaggio Impresa di Mahajanga, in Madagascar, un progetto avviato a metà degli anni '90 e che ha permesso di dare vita ad alcune imprese: un mobilificio, un panificio, un'attività di fabbro, un'azienda di abbigliamento e calzature, un'impresa agricola e di allevamento.
Ofe: Quanto denaro avete raccolto, fino a questo momento?
Chiminazzo: Siamo partiti circa un mese fa e, ad oggi, abbiamo raccolto 7.200 euro, per un totale di 65 fondatori/donatori.
Ofe: Quante risorse pensate di raccogliere attraverso la Mutua Fide Bank?
Chiminazzo: Vogliamo Raggiungere alcuni milioni di quote. Ciascuna quota ha un importo minimo di 100 euro. Faccia lei il conto...
Ofe: È un obiettivo molto ambizioso...
Chiminazzo: Noi vogliamo intercettare potenziali donatori che provengono da tutto il mondo: a breve predisporremo il nostro sito anche il lingua inglese e francese.
Ofe: Poi, bisognerà farsi conoscere...
Chiminazzo: Io credo che il successo di questo e di altri progetti analoghi dipenda soprattutto da un passaggio culturale di cui l'umanità deve acquisire consapevolezza.
Ofe: Quale?
Chiminazzo: Non si può continuare a restare indifferenti quando vedi un bambino che ti muore tra le braccia perché il giorno prima non ha avuto di che bere...La Mutua Fide Bank vuole essere uno strumento nelle mani di tutte le associazioni e organizzazioni volenterose, per attivare progetti di microcredito nel sud del mondo e fare in modo che questo dramma si ripeta sempre meno.


