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E il Micro.bo va alla conquista dell'Emilia Romagna

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Pubblicato il 21 aprile, 2008

Micro.bo è una piccola associazione che opera nella provincia di Bologna. Nasce nel febbraio del 2005 e, dopo alcuni mesi, inizia ad erogare i primi prestiti senza garanzie. Grazie al lavoro di alcuni volontari, e ad una serie di fideiussioni sottoscritte da una ventina di noti imprenditori bolognesi (per un totale di circa 400.000 euro), un centinaio di aspiranti imprenditori "non bancabili" ha potuto avviare una piccola attività. Come Kalid - un marocchino quarantunenne che lavorava in una azienda di trasporti e ha deciso di mettersi in proprio, o Roberto - origini pugliesi e un finanziamento complessivo di 10.000 euro con i quali ha rilevato un esercizio commerciale di vendita di "Pane e Pasta" (e ha perfino assunto un dipendente part-time).

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Dopo tre anni di attività, Micro.bo ha concluso la fase di sperimentazione. Un lasso di tempo in cui l'associazione ha messo a confronto modelli e soluzioni differenti e, finalmente, sembra aver trovato la sua "strada". Per questo ha deciso di andare avanti. Alla conquista delle altre province emiliane. Ofe-Osservatorio finanza etica ne parla con Chiara Valentini, responsabile sviluppo di Micro.bo e vicepresidente di RITMI, Rete Italiana di Microfinanza (LEGGI o ASCOLTA l'intervista)

Ofe: Dott.ssa Valentini, qual è il bilancio di questi primi tre anni?
Valentini: 600 contatti avviati con aspiranti microimprenditori, 100 finanziamenti erogati, per un totale di 580.000 euro ed una media di 5.700 euro per ciascun finanziamento. Le sembra poco?

Ofe: E il tasso di interesse?
Valentini: Èdell'8%.

Ofe: Un po' alto rispetto ad altri progetti che, mediamente, applicano il 3-4%.
Valentini: In quei casi, si tratta di un tasso agevolato.

Ofe: Mentre voi applicate tassi di mercato.
Valentini: Tecnicamente, il finanziamento viene erogato dalla Banca di Bologna, che è il nostro partner bancario. Comunque, non è questo il punto.

Ofe: E quale sarebbe, allora?
Valentini: Il punto non è se, come in questo caso, il costo del credito è quello di mercato, ma piuttosto, se anche chi non ha garanzie patrimoniali può accedere al credito.

Ofe: Lei dice: l'importante, per un potenziale micro-imprenditore, è trovare chi sia disposto a dargli fiducia...
Valentini: Proprio così. Noi, in questi tre anni abbiamo dato fiducia ad oltre cento persone non bancabili. E poi guardi, anche Yunus, l'inventore del microcredito, in Bangladesh applica tassi del 20%. Il fatto che è che l'attività di microcredito deve essere sostenibile.

Ofe: Quale tasso di insolvenza avete registrato?
Valentini: Abbiamo un tasso di perdita del 15%: Questo significa che il 15% delle risorse erogate non sono state restituite.

Ofe: Si tratta di una percentuale un po' elevata...
Valentini: In effetti, è più elevata rispetto alla media delle organizzazioni europee attive sul fronte del microcredito, che oscilla tra il 6 ed il 10%.

Ofe: Come si spiega questo dato?
Valentini: Inizialmente, abbiamo adottato la soluzione del microcredito "di gruppo", e abbiamo constatato che non si trattava del modello più efficiente.

Ofe: Cosa intende per "microcredito di gruppo"?
Valentini: Nella fase iniziale, chi si rivolgeva a micro.bo veniva invitato a costituire un gruppo di almeno tre persone, che diventavano corresponsabili solidarmente per i prestiti concessi.

Ofe: In pratica, il prestito non veniva erogato a tutti i tre soggetti contemporaneamente, ma in modo sequenziale...
Valentini: Esattamente. La regola era questa: se la persona del gruppo che riceve il primo prestito non provvede regolarmente alla sua restituzione, attraverso il pagamento delle rate, gli altri soggetti del gruppo non potranno accedere, a loro volta, al finanziamento per il proprio progetto individuale di impresa. Un sistema che nei Paesi in via di sviluppo, dove spesso viene applicato, tende a generare forti meccanismi di pressione sociale e solidarietà a livello di gruppo, che favoriscono la restituzione del prestito.

Ofe: Cosa racconta, invece, l'esperienza di Micro.bo?
Valentini: Noi abbiamo constatato che il sistema migliore, anche sul fronte della riduzione delle perdite, è quello del microcredito individuale.

Ofe: Cosa ne è stato del modello "di gruppo"?
Valentini: L'abbiamo abbandonato nell'ottobre del 2006. Da quel momento anche il tasso di perdita ha cominciato a discendere. Al tempo stesso, abbiamo rafforzato il servizio di consulenza sia nella fase precedente che successiva all'erogazione del finanziamento.

Ofe: Chi sono i vostri interlocutori? Si tratta, prevalentemente di cittadini italiani o di extracomunitari?
Valentini: Oltre l'80% dei beneficiari dei finanziamenti è rappresentato da immigrati.

Ofe: Questi dati sono il prodotto di una scelta precisa dell'associazione?
Valentini: In realtà no. Il fatto è che, semplicemente, la maggior parte delle richieste proviene da questo target.

Ofe: Merito anche del "passaparola" che, tra gli immigrati, è molto frequente...
Valentini: Basti pensare che, dopo il primo cliente senegalese, si è rivolta a noi praticamente l'intera comunità senegalese di Bologna...

Ofe: Si è da poco conclusa la fase di sperimentazione, durata tre anni. Quali sono gli obiettivi di Micro.bo per il prossimo triennio?
Valentini: Innanzitutto vogliamo crescere. Questo significa che nel prossimo anno vogliamo erogare circa un centinaio di micro-crediti.

Ofe: Più o meno lo stesso numero di finanziamenti effettuati negli ultimi tre anni.
Valentini: Poi pensiamo di espanderci anche territorialmente, coinvolgendo altre province dell'Emilia Romagna

Ofe: Quali?
Valentini: L'idea è quella di partire dalla province che confinano con quella bolognese. Per esempio la provincia di Modena. Al tempo stesso, rafforzeremo la nostra presenza nella provincia di Bologna, estendendo l'attività di microcredito a tutti i comuni, anche i più piccoli.

LEGGI L'INTERVISTA A RITMI
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