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Kiva.org raggiunge quota 14 milioni di dollari. Nasce MicroPlace, il microcredito online di eBay

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Pubblicato il 10 novembre, 2007

Grace Ayaa vive in Uganda, è la madre di quattro figli, ma si prende cura di altri tre bambini, orfani della guerra civile. Cinque anni fa ha iniziato a produrre e vendere burro di arachidi per i clienti che abitano nei villaggi vicini. Gli affari andavano bene, ma aveva bisogno di acquistare un frigorifero per poter conservare il burro prima di rivenderlo. Questo le avrebbe permesso di aumentare il volume della piccola attività avviata qualche anno prima. Grazie ad un prestito di 475 dollari ottenuto tramite Kiva.org nell'aprile del 2006, e restituito nell'arco di 6 mesi, ha potuto espandere la sua produzione.

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Ali Nagijev è un uomo sposato di 39 anni, fa il carrozziere e vorrebbe ristrutturare il suo negozio di Sabirabad, in Azerbaijan. Dopo essersi rivolto ad un'istituzione di microfinanza locale (Agroinvest CU), tramite Kiva.org ha chiesto un finanziamento di 800 dollari, che si impegna a restituire entro 15 mesi. Fino ad oggi ha racimolato 625 dollari; ne mancano solo 175 per realizzare il suo progetto.

Chiunque abbia a cuore le sorti della cosiddetta finanza etica non può restare indifferente al successo di Kiva, il portale dedicato al microcredito online. Una rete che pone direttamente in contatto micro-creditori nei Paesi industrializzati e micro-imprenditori come Grace e Ali, residenti in Africa, Asia o America Latina.

Nasce nell'ottobre del 2005 dall'idea di due coniugi americani, Mattew e Jennifer Flannerty, impressionati dalla vivacità di alcuni piccoli imprenditori rurali (riscontrata in occasione di un viaggio di lavoro in Africa) e dalla mortificante carenza di risorse.

A marzo del 2007, dopo un anno e mezzo di lavoro, Kiva.org aveva erogato 4 milioni di dollari attraverso la sua rete di istituzioni di microfinanza locale (costituita da una sessantina di organizzazioni). Le ottimistiche previsioni del fondatore ritenevano possibile raggiungere quota 10 milioni entro la fine del 2007. Alla fine di ottobre, il valore complessivo dei microcrediti concessi ha già superato i 14 milioni di dollari, per un totale di 21.771 prestiti, distribuiti in 37 Paesi. L'importo medio per ciascun finanziamento è di 631,41 $ (circa 435 euro) mentre l'ammontare medio prestato dai 139.842 microcreditori di kiva.org è di 101 dollari. Numeri sorprendenti, se si pensa che il tasso di sofferenza corrisponde allo 0,26%, mentre nel restante 99,74% dei casi le rate vengono pagate regolarmente dai beneficiari.

Il successo di Kiva.org nasce dalla semplicità della sua formula: qualsiasi individuo dotato di collegamento ad internet può visitare il sito e destinare una piccola somma (a partire da 25 $) ad uno specifico progetto imprenditoriale nel sud del mondo, di cui Kiva propone una scheda sintetica, con le caratteristiche del beneficiario, la sua storia, le finalità del progetto e l'importo necessario a realizzarlo. Un successo che ha regalato a kiva una popolarità insperata. Tanto che perfino l'ex presidente Clinton ne ha parlato, di recente, in un'intervista su FOX News.

Da oggi, però, anche eBay, il colosso americano delle aste online, ha il suo servizio di microcredito via web. Si chiama MicroPlace e permette a chi risiede negli Stati Uniti di investire piccole somme di denaro da destinare a micro-imprenditori sparpagliati in tutto il mondo, dall'Azerbaijan alla Bolivia, dall'Ecuador al Kenya, dal Ghana alla Cambogia. Proprio per le sue caratteristiche "geografiche", che limitano all'area degli Stati Uniti il bacino dei potenziali investitori, MicroPlace non sembra avere lo stesso respiro globale dei pionieri di Kiva.

La procedura, inoltre, è diversa da quella utilizzata dagli inventori del microcredito online: collegandosi al sito Microplace.com si può selezionare il Paese di destinazione del finanziamento e, quindi, una delle istituzioni di microfinanza locale che concretamente erogano micro-prestiti ai beneficiari finali, ma non è possibile identificare il singolo imprenditore cui destinare il prestito. In questo modo, MicroPlace si limita ad essere una sorta di "piazza" virtuale dove alcune organizzazioni no profit (al momento sono soltanto due) vendono titoli obbligazionari a singoli investitori americani e, a loro volta, utilizzano le risorse così accumulate per finanziare le istituzioni di microfinanza locale che operano nei Paesi in via di sviluppo.

Nella misura in cui i microprestiti erogati ai beneficiari finali vengono restituiti alle istituzioni di microfinanza, le società emittenti (security issuers) sono in grado di restituire il capitale all'investitore. A differenza di Kiva (che si impegna a restituire il capitale prestato ma non riconosce alcun tasso di interesse), è previsto anche un rendimento fisso che oscilla tra l'1 ed il 4% annuo, a seconda delle organizzazioni locali finanziate. In ogni caso, non è prevista alcuna garanzia di restituzione di capitale ed interessi: nel prospetto informativo si specifica che "Payment of principal and interest will depend solely upon the financial condition of the Foundation": il pagamento di capitale ed interessi dipenderà unicamente dalle condizioni finanziarie della Fondazione che ha emesso le obbligazioni.

Cosa ci guadagna eBay attraverso MicroPlace.com? "Assolutamente niente", assicurano i responsabili del sito. I costi per la gestione del servizio e l'adeguamento ai requisiti regolamentali vengono ammortizzati attraverso la commissione pagata dai security issuers che offrono gli investimenti su MicroPlace, mentre qualsiasi eventuale profitto generato dall'attività di microcredito online viene destinato ad iniziative sociali facenti capo a eBay, e alla sua Fondazione. Resta da capire se, a breve, il servizio sarà accessibile agli investitori di tutto il mondo (e non solo negli Stati Uniti).

Nel frattempo, chiunque dall'Italia desideri contribuire con una piccola somma a realizzare il sogno di riscatto di un microimprenditore in Bulgaria, Uganda o Ecuador sa a chi rivolgersi: Nel frattempo, chiunque dall'Italia desideri contribuire con una piccola somma a realizzare il sogno di riscatto di un microimprenditore in Bulgaria, Uganda o Ecuador sa a chi rivolgersi: www.kiva.org. spacer

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