L'investimento etico nasce sempre da una domanda: "dove finiscono i miei soldi?". I soldi finiscono, ad esempio, nei fondi comuni d'investimento. E nei fondi comuni d'investimento, ci sono (anche) titoli di aziende che operano nell'industria della pornografia, del tabacco, degli armamenti. Oppure titoli di debito pubblico di Paesi oppressivi, che applicano la pena di morte e non rispettano le Convenzioni sui Diritti Umani. E il risparmiatore, quasi sempre, non lo sa.
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Cosa rende un fondo etico diverso da un fondo comune d'investimento tradizionale? Proprio la procedura di screening, ovvero il processo di definizione del "patrimonio investibile" del fondo, da cui il gestore attinge per "confezionare" il prodotto d'investimento.
Chi stabilisce se un'azienda (o uno Stato) sono "etici"? Generalmente un Advisor esterno, che supporta le società di gestione del risparmio nell'attività di analisi dei titoli in portafoglio, identificando solo le aziende quotate (e i Paesi) che esibiscono un profilo di responsabilità sociale soddisfacente.
Ma chi sono questi consulenti? Come lavorano? E quali criteri di "eticità" utilizzano?
Ofe-Osservatorio finanza etica lo ha chiesto a Davide Dal Maso, Head of SRI di Vigeo Italia, una delle più importanti agenzie di rating sociale ed ambientale a livello europeo. La società, che a dicembre 2006 si è fusa con l'italiana Avanzi SRI Research, con l'obiettivo di ampliare la gamma di offerta per il mercato italiano, oggi può contare su una squadra di 75 persone, di 14 differenti nazionalità, che operano nelle 4 sedi di Parigi, Bruxelles, Milano e Casablanca.
Ofe: Partiamo dalla Cina...La Cina è etica?
Dal Maso: Diciamo, innanzitutto, che la Cina è inclusa nel nostro "universo investibile".
Ofe: Sì, ma è etica?
Dal Maso: Noi non diamo giudizi di valore. Ci limitiamo a fornire informazioni sul profilo socio-ambientale di imprese e Stati. Posso dirle che la Cina è al 141° posto su 170 Stati presenti nell'universo investibile.
Ofe: E l'Italia? Non mi dica che viene dopo la Cina...
Dal Maso: l'Italia è al 47° posto.
Ofe: Male. Ma poteva andare peggio. In base a quali criteri valutate se uno Stato è "etico"?
Dal Maso: Prendiamo in esame, prima di tutto, l'adesione a Trattati Internazionali, ad esempio le Convenzioni ILO sul lavoro o le Convenzioni sulla tutela dell'ambiente, come il Protocollo di Kyoto. Poi consideriamo decine di altri indicatori, dal tasso di scolarizzazione all'interno del Paese all'utilizzo in agricoltura di sostanze chimiche dannose per l'ambiente.
Ofe: Come raccogliete queste informazioni? Qual è la vostra fonte?
Dal Maso: Per prima cosa, valutiamo le informazioni tratte da numerose fonti autorevoli, quanto più possibile indipendenti, come le Banche Dati dell'ONU e organizzazioni non governative quali Human Rights Watch e Freedom House. Dopo aver "incrociato" questi dati, redigiamo il "profilo etico" di ogni Paese, attribuendogli un punteggio, da 0 a 100. Ma soltanto se le informazioni raccolte coprono almeno il 60% dei nostri punti di osservazione.
Ofe: Altrimenti?
Dal Maso: Altrimenti quello Stato viene escluso dal nostro universo investibile. In questo modo, premiamo la trasparenza.
Ofe: Un esempio di Stati che sono esclusi dal vostro paniere?
Dal Maso: Taiwan e Andorra
Ofe: E per quanto riguarda le imprese?
Dal Maso: Nessuna delle oltre 2000 imprese internazionali che analizziamo viene esclusa a priori dal nostro lavoro di analisi. Anche in questo caso, per ognuna viene stilato un profilo socio-ambientale al quale corrisponde un punteggio, di nuovo, da 0 a 100. Spetta all'investitore, in seguito, stabilire se quella azienda verrà inserita o meno nel portafoglio titoli di un certo fondo etico.
Ofe: Chi sono i vostri clienti?
Dal Maso: Investitori istituzionali, quali le Società di Gestione del Risparmio, i Fondi Pensione e le Fondazioni Bancarie.
Ofe: Cosa chiedono ad un advisor etico, come Vigeo?
Dal Maso: Gli investitori che vogliono sviluppare una politica di investimento socialmente responsabile si rivolgono a noi per definire delle politiche di investimento coerenti con i loro valori e per ottenere poi le valutazioni di aziende e Paesi, al fine di verificare se possono o meno entrare in portafoglio.
Ofe: Degli indicatori utilizzati per l'analisi degli Stati si è già detto. E per le imprese, quali sono i criteri più importanti?
Dal Maso: Le aziende vengono analizzate in funzione di 37 criteri che sono raggruppabili in sei macro-aree: Diritti Umani, Risorse umane, Ambiente, Rapporto con le comunità locali, Corporate Governance e "Business Behavoiur".
Ofe: Quali sono le vostre fonti in materia di analisi sulla responsabilità sociale d'impresa?
Dal Maso: Noi prendiamo in esame, innanzitutto, i documenti pubblici disponibili sui siti internet delle aziende. Poi, portiamo avanti un dialogo costante con i sindacati, anche a livello internazionale, per verificare la qualità delle relazioni tra le aziende e i lavoratori. Infine, valutiamo i rapporti e le segnalazioni dei gruppo di pressione operativi a livello internazionale, comprese associazioni e Organizzazioni Non Governative attive nella lotta per la tutela dei diritti umani, o del
patrimonio ambientale.
Ofe: Il lavoro di ricerca e analisi permette di definire un universo investibile, al cui interno ogni impresa ed ogni Stato sono associati ad un punteggio, che ne esprime il livello di responsabilità sociale ed ambientale. A questo punto?
Dal Maso: A questo punto, la Società di gestione attinge dall' "universo investibile" e seleziona - sulla base di considerazioni di carattere ecoomico/finanziarie - i titoli di aziende e Stati con un profilo socio-ambientale ritenuto soddisfacente. In questo modo, viene confezionato il fondo etico. La Società di gestione del risparmio che si rivolge a noi, ha però un'altra possibilità.
Ofe: Quale?
Dal Maso: Quella di "scremare" ulteriormente il nostro universo investibile attraverso un sistema di ricerca basato su criteri di esclusione e di inclusione
Ofe: Come funziona questo sistema?
Dal Maso: In sostanza l'investitore ha la possibilità di sviluppare politiche di investimento escludendo settori ritenuti controversi, quali ad esempio gli armamenti, l'alcool o la pornografia (screening negativi), o di includere invece quelle imprese che manifestano comportamenti positivi in tema di governance o di tutela ambientale e sociale (screening positivi).
Ofe: In questo modo, ogni investitore istituzionale può "confezionare" fondi etici "personalizzati".
Dal Maso. Esattamente. Ed è logico che sia così perchè non esiste un'etica universale. Ogni individuo, o ogni comunità di individui, è portatore di valori morali specifici.
Ofe: Naturalmente, non è detto che l' investitore istituzionale "confezioni" il suo fondo etico attingendo unicamente all'universo investibile "socialmente responsabile".
Dal Maso: Se il fondo vuole avere caratteristiche socialmente responsabili specifiche, l'investitore deve scegliere i titoli in cui investire all'interno dell'universo investibile. La scelta viene effettuata sulla base di considerazioni di natura economico-finanziaria, al fine di valutarne la convenienza.
Ofe: Magari ci scappa anche il titolo di qualche fabbrica di armamenti. Sa, con i tempi che corrono, gli armamenti vanno bene...
Dal Maso: Gli investitori si rivolgono a noi per avere un servizio, una consulenza. Non credo che abbiano interesse ad inserire in portafoglio titoli che non corrispondono a criteri di eticità.
Ofe: Quali garanzie ha il risparmiatore che un fondo sia "etico" davvero e non solo nell'etichetta?
Dal Maso: Per questo ci sono i Comitati Etici: sono organi di garanzia, preposti a controllare che la politica di gestione del fondo sia coerente con il "mandato etico" che il Comitato stesso ha definito a suo tempo.
Ofe: Ma nei Comitati Etici ci sono anche Cardinali e Monsignori. Che competenza possono avere gli alti prelati in tema di investimento etico?
Dal Maso: ci sono ruoli distinti. Il nostro mestiere è quello di raccogliere ed elaborare informazioni per produrre valutazioni obiettive. Il compito dei Comitati è quello di interpretare questi elementi secondo un filtro etico.
Ofe: A che proposito?
Dal Maso: Ad esempio per avere informazioni dettagliate su imprese che si vorrebbero includere o magari escludere dall'universo investibile del fondo.
Ofe: Anche Dal Maso è stata consultata per effettuare consulenze di questo genere?
Dal Maso: Certamente.
Ofe: Da parte di quale comitato etico?
Dal Maso: Noi, in questo momento, seguiamo i comitati di alcune Società di Gestione, per esempio Aureo Gestion e BNL Gestioni. E le assicuro che, in base alla nostra esperienza, i comitati etici rappresentano dei luoghi di confronto autentico.
Ofe: D'accordo. Torniamo alle procedure di analisi etica. Con quale cadenza le informazioni vengono aggiornate?
Dal Maso: Ogni 15-18 mesi viene realizzato un aggiornamento completo di tutti i nostri Data Base. Nel frattempo, però, vengono costantemente aggiornate le informazioni relative ad eventuali controversie internazionali in cui imprese o Stati sono coinvolti.
Ofe: Facciamo qualche esempio concreto.
Dal Maso: Uno dei casi recenti riguarda Capitalia, coinvolta nei default Parmalat e Cirio.
Ofe: Altri Esempi?
Dal Maso: C'è quello di ING Group.
Ofe: Un'altra banca...
Dal Maso: Questa volta la controversia riguardava il tema dei diritti umani.
Ofe: Scusi, sta dicendo che il Gruppo ING, ovvero uno dei più importanti gruppi bancari a livello europeo, si è reso responsabile di una violazione dei diritti umani?
Dal Maso: Tramite il project financing, ING è coinvolta in molti progetti controversi, come la costruzione della cartiera Botnia in Uruguay. In seguito alle proteste internazionali, ING si è ritirata dal progetto, ricevendo il plauso di molte Organizzazioni Non Governative (ONG).
Ofe: Un ultimo esempio, tralasciando il settore bancario?
Dal Maso: Posso farle quello della AstraZeneca Canada, attiva nel comparto Farmaceutico e delle Biotecnologie.
Ofe: Cosa ha "combinato" la AstraZeneca?
Dal Maso: Nel 2004-2005 è stata coinvolta in un giro di corruzione dei medici di base. La stessa associazione industriale di appartenza ha multato la società per l'alto numero di violazioni al codice di condotta di gruppo. La società è sotto indagine anche nello stato di New York, per i numerosi regali elargiti ai politici locali.
Ofe: Vigeo si limita a segnalare eventuali controversie attraverso un sistema di "Alert"?
Dal Maso: No. Noi verifichiamo anche il modo in cui l'azienda in questione ha cercato di risolvere la controversia.
Ofe: Per esempio?
Dal Maso: Tornando al caso Capitalia, la banca ha intavolato con le Associazioni dei Consumatori una serie di trattative e accordi. Questo viene valutato come un atteggiamento positivo e quindi può incidere sul rating, cioè il "punteggio" assegnato a quella società.
Ofe: Che tipo di rapporto avete con le aziende che analizzate? In generale l'atteggiamento è positivo e collaborativo?
Dal Maso: Dipende, ci sono differenze significative tra un'impresa e l'altra. In generale, il mondo mediterraneo manifesta una maggiore chiusura.
Ofe: Dice mondo mediterraneo ma pensa all'Italia...
Dal Maso: In realtà no, penso soprattutto a Grecia, Spagna e Portogallo. A dire il vero, anche a Nord ci sono casi di "chiusura", per esempio da parte di alcune imprese svedesi.
Ofe: Le società che, come Vigeo, erogano servizi di "consulenza etica" producono, in genere, analisi sovrapponibili, nel merito, oppure si possono riscontrare anche divergenze significative?
Dal Maso: Tendenzialmente, c'è una certa convergenza nei risultati prodotti. Detto questo, ogni advisor, nelle sue ricerche, può adottare un "taglio" diverso.
Ofe: Nel caso di Vigeo, ad esempio?
Dal Maso: Noi adottiamo un approccio "dialogico" a favore delle imprese che vengono analizzate.
Ofe: Cosa significa, in concreto?
Dal Maso: Ad esempio, ogni impresa, prima della pubblicazione, riceve una copia del profilo che abbiamo stilato, può fare delle annotazioni, che possono essere, eventualmente, prese in considerazione dai nostri analisti.
Ofe: A proposito, quali professionalità sono presenti nel vostro team di ricerca?
Dal Maso: Si tratta di un gruppo relativamente eterogeneo. Alcuni analisti hanno una competenza prettamente economico-finanziaria, ma c'è anche chi ha compiuto studi umanistici.


