Non è sufficiente l'etichetta "Fondo Etico" per garantire che un prodotto di investimento risponda a criteri di responsabilità sociale.
L'analisi condotta dall'Osservatorio finanza etica è indipendente e basata su criteri oggettivi: vengono presi in esame 7 punti di osservazione relativi alle procedure adottate dalle SGR nella costruzione e gestione dei singoli fondi etici:
adozione di criteri negativi (o di esclusione); adozione di criteri positivi (o di inclusione) - di tipo ambientale, sociale, e di governance, presenza di un advisor etico indipendente, adesione alle linee guida Eurosif sulla trasparenza, adozione di politiche di azionariato attivo.
Questi sette parametri indicano il rigore e la complessità delle procedure di gestione adottate dalle banche, e corrispondono ad altrettanti "filtri", attraverso cui l'universo investibile viene "scremato" fino ad identificare i titoli più "socialmente responsabili" da inserire in portafoglio.
Sulla base di queste procedure di analisi, l'Osservatorio finanza etica attribuisce ad ogni fondo etico un punteggio da 1 a 7, che esprime il suo rating etico, cioè la sua "classe di eticità". Maggiore è il numero di "filtri", maggiore è il rating etico, cioè il punteggio, che l'Osservatorio finanza etica attribuisce a quel fondo.
L'Osservatorio finanza etica non si propone di coniare una definizione di eticità universalmente accettata. Vuole essere, semmai, uno strumento nelle mani del risparmiatore per capire e quindi poter scegliere. Capire come un fondo etico è strutturato, quali sono le regole e le procedure adottate dal gestore nella definizione dell'universo investibile di riferimento. Scegliere il prodotto d'investimento più adatto alla propria sensibilità individuale, più coerente con la propria personale concezione di eticità.


