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Generalmente si è soliti distinguere tra criteri negativi (o di esclusione) e criteri positivi (o di inclusione). I criteri negativi riguardano i settori produttivi esclusi dall' "universo investibile" del fondo: per esempio, l'industria degli armamenti, del gioco d'azzardo o della pornografia. I criteri negativi possono riguardare non solo le imprese operanti in un determinato settore ma anche gli Stati: ad esempio, possono essere esclusi i titoli di Stato di Paesi che applicano la pena di morte o che sono responsabili di sistematiche violazioni dei diritti dell'uomo.

I criteri positivi permettono di selezionare imprese o Stati che, per la caratteristiche di impegno nella tutela del capitale ambientale, sociale ed umano con cui vengono a contatto, entrano a far parte dell'universo investibile del fondo. I criteri positivi possono essere distinti i tre ambiti: ambientale, sociale e di governance.

Le società di gestione del risparmio che adottano criteri positivi di tipo ambientale nella selezione dei titoli da inserire in portafoglio privilegiano imprese sensibili all'impatto ambientale dei propri prodotti e processi produttivi, oppure Stati impegnati nella salvaguardia del patrimonio ambientale e delle specie animali e vegetali.

I criteri di inclusioni in ambito sociale identificano comportamenti meritevoli da parte di imprese e Stati in tema di rispetto dei diritti umani, dei minori e dei lavoratori, tutela della salute e della sicurezza sociale, impegno a favore dell'inclusione sociale delle categorie svantaggiate e del dialogo con le comunità ed i gruppi di interesse ad ogni livello.

Esempi di criteri positivi nell'ambito della governance sono rappresentati, nel caso degli Stati, dal rispetto dei diritti civili e politici senza pregiudizi di tipo razziale, etnico, religioso o di genere, dall'impegno nella salvaguardia e nella promozione della pace attraverso il dialogo diplomatico, dall'intervento a sostegno di Paesi non sviluppati, di quelli colpiti da guerre o catastrofi naturali e delle popolazioni del terzo mondo, dalla rinuncia all'applicazione della pena di morte e dall'assenza di corruzione nelle strutture dello Stato; nel caso delle imprese, dall'adozione di criteri di trasparenza nell'amministrazione finanziaria, dall'assenza di episodi di corruzione, dalla gestione efficace dei rischi sociali ed ambientali, dall'instaurazione di relazioni stabili e positive con gli azionisti.

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